Benvenuti!

"Non voglio restare impermeabile, voglio imparare, perchè, come diceva Pasolini, la partenza è il dolore del parto, ma anche la gioia della nascita. Siamo tutti chiamati a partire, del resto siamo un partito non un restato"

Nichi Vendola, Venezia 2005

http://www.nichivendola.it/

NASCE IN TERRA DI LAVORO "RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA"


Giovedì 31 Luglio ore 11.30
presso la Federazione PRC di Caserta

CONFERENZA STAMPA

interverrà il Compagno Peppe De Cristoforo

mercoledì 30 luglio 2008

LETTERA DI UN ELETTORE DISILLUSO

Che nessuno si offenda, nel caso in cui qualche passante, dando un’ occhiata all’interno del “nostro” partito, ed assistendo alla farsa a cui tutti abbiamo dovuto prendere parte, ci definisca dei miseri pagliacci (ho inserito nel virgolettato il partito, in quanto, alla luce degli esiti del Congresso, e di come questi esiti siano maturati, si tratta di un partito che comincio a sentire sempre meno “mio”).

Un partito che invece di interrogarsi sui perché della propria scomparsa dalla scena politica italiana ha continuato imperterrito nella sua lotta intestina alla ricerca di poltrone, poltroncine e sgabelli. Ho visto compagne e compagni affrontarsi col coltello tra i denti per una delega o un nominativo in un direttivo. Ci si è scannati per un osso che era già diventato polvere. È proprio vero che all’orrore non c’è mai fine.

Un partito che invece di guardare avanti non fa altro che rigirarsi su se stesso, per poter continuare a coltivare in tutta tranquillità il proprio orticello, mentre le immense praterie che sono là fuori diventano ogni giorno di più giungle selvagge in cui vige la legge del più forte, e dove i deboli soccombono. Quei deboli alla cui difesa questo partito ha da sempre attribuito l’unica ragione di esistere, e dei quali, evidentemente, non c’interessa poi molto. Perché questo partito continuerà a pretendere di sapere cosa è giusto per questi precari della vita, e non chiederà mai loro se quella cosa si tratti davvero di ciò di cui loro sentono il bisogno. Il compagno Nicky Vendola (in questo secondo solo a Fausto Bertinotti) ha dato a tutti una lezione di gran classe, accettando di rappresentare la minoranza di un partito dal cui Congresso è uscito unico reale vincitore. Perché non si può parlare di minoranza col 48% dei voti, quando il maggior documento avversario ha preso molti meno voti. Perché accordi tra le varie mozioni andrebbero sanciti in tempi non sospetti, nel sacro rispetto di chi andrà a votare, per non falsare i risultati, la cui chiarezza è un diritto degli elettori. Perché il nuovo segretario, il compagno Ferrero, è stato investito di questa carica con voti che non gli appartengono, i voti di mozioni con le quali è sempre stato in netto contrasto, votato da quelle stesse mozioni che ne chiedevano le dimissioni dalla carica di Ministro, quelle dimissioni che lui ha rifiutato fino alla fine, nonostante la sua palese incapacità di tener fede alle promesse fatte in campagna elettorale. Un Ferrero che mi ha lasciato allibito per la sua mancanza di dignità, per la sua caccia spasmodica a quest’altra poltrona, per i metodi subdoli adottati dalla sua mozione, indegni per un partito che ha sempre professato trasparenza ed orizzontalità. Questo partito si è invece rivelato una strana piramide, al cui vertice non potrà sedere chi eletto dalla maggioranza dei compagni, ma da chi invece, in questi orribili mesi ha fatto dell’uso della prepotenza il suo unico verbo, mettendo tutti a tacere senza diritto di replica.

Io mi dissocio da questa vergogna, se questo vuol dire essere comunisti allora mi rendo conto, solo adesso, di non esserlo mai stato.



Carmine

4 commenti:

Manifesto per la Rifondazione ha detto...

rispondo solo alla nota circa un congresso orientato ai numeri:
se tutti i componenti di questo partito avessero lavorato per la sua unità non ci sarebbe stato un congresso a mozioni.
fatta questa scelta la ricerca dei numeri è meccanica conseguenza.
qualcuno ricorda ancora la storia del congressi a tesi per unire tutto il partito sotto un unico tetto senza faide interne???
una volta avviati meccanismi agonistici orientati ai numeri... diventa problematico tornare indietro.
Saluti Raffaele - PRC Caserta

Manifesto per la Rifondazione ha detto...

Care compagne ,cari compagni ,
dopo la cocente delusione congressuale e dopo gli spettacoli che vanno molto al di là della decenza credo che sia necessario e doveroso ricominciare. Ricominciare affinchè la nostra linea politica diventi egemone nel nostro partito , ricominciare dal documento bocciato per uno scarto esiguo di voti in sede congressuale e che si pone in sostanziale continuità con la storia del nostro partito , una comunità che ha fatto dell' innovazione della pratica e della cultura politica l' essenza stessa del suo agire politico. Come nichi vendola ha scritto nel suo ultimo intervento sul suo blog la maggioranza che oggi si trova a governare il partito è una maggioranza asfittica , raccogliticcia , approssimativa , un assemblaggio di minoranze dotata di una linea politica confusa e fumosa basata su un precario equilibrio semantico priva di una progettualità di largo respiro in grado di ricostruire e di rilanciare il nostro partito nel campo aperto della sinistra. credo che esistano tutte le condizioni numeriche ancor prima che politiche per rovesciare i rapporti di forza in campo ,bisogna solo studiare quali forme e quali modalità per raggiungere tale scopo.
Giovanni della Volpe.

Manifesto per la Rifondazione ha detto...

Che dire, io ero presente allo scempio consumatosi a Chianciano, e a tratti sono perfettamente d' accordo con Carmine, e per non ripetere quanto già scritto preferisco dare un contributo diverso alla discussione. A Chianciano, forse non è avvenuto un golpe, forse non c'è stato un colpo di mano, forse, e scusatemi le ripetizioni, è venuto fuori il vero partito della Rifondazione comunista, quel partito che per anni per me e tanti altri ha significato non solo un modo di fare politica, ma un modus vivendi, una comunità, una famiglia, mentre non capivo che quella famiglia era in realtà un accozzaglia di anime che restava imbavagliata dallo spessore culturale di chi sapeva con certezza e convinzione cosa fare. Nel VII congresso di questo partito, in coincidenza con la più devastante sconfitta della sinistra è emersa tutta la rozzezza e le nefandezze di una cultura di destra che ormai, dato indiscutibile, è instrisa in ogni forma e soggettività politica. Qualcuno potrebbe riprendermi, e dirmi che ogni congresso è stato così, che c'è sempre stato un vincitore e un vinto. Ebbene, a tali potrei rispondere, che mai nessun alibi poteva essere più inopportuno. In Rifondazione non c'è mai stato un vincitore ne un vinto, perchè non è mai stato un partito, bensì è sempre stato un laboratorio politico in cui si confrontavano e scontravano culture e esperienze diverse, a volte diverse persino nei contenuti, ma che nei momenti di concertazione si fondevano in un solo corpo, in un unico disegno politico, mentre Chianciano, proprio quando non rappresentavamo nessuno se non noi stessi, si è contraddistino per un congresso tutto partitico in cui si badava esclusivamente ai numeri infischiandosene dei contenuti. Riprendendo qualche passaggio di Vendola, ricordando a tutti gli scellerati che non cito il primo firmatario del 2 documento bensì un patrimonio di TUTTA la sinistra, questo congresso sancisce la fine di Rifondazione, la fine di quel laboratorio politico, capace quantomeno, di dare una impalpabile speranza a chi si pone come priorità una alternativà di società. Concludo sul dilemma che in queste ore arrovella parecchie anime, meglio mollare tutto e sperare nella venuta di un messia, o insistere facendo l'opposizione in un PARTITO che non è più nostro, vuoi solamente perchè PARTITO. Sarei un pazzo e un presuntuoso a pretendere di voler dare una risposta, soprattutto viste le incertezze che albergano in me, ma mi fermo su una battuta: in queste ore, scherzando, qualcuno mi chiamava militante di base, termine che a me ha sempre infastidito, come mi ha sempre seccato parlare di ruoli di dirigenti di responsabilità, non perchè non servissero, ma perchè ritengo che il luogo in cui aspiro ad esprimermi fosse fatto da persone, fosse fatto da peppe gabriele salvatore carmine simona grazia giovanni gigi...., fosse fatto da passione, entusiasmo, da comunisti e non, da quelle persone che con la loro criticità vengano considerate risorse e non militanti. Scusate se ho contribuito in maniera confusa ma sicuramente l'ho fatto con passione e entusiasmo.
Giuseppe Fabozzi

Manifesto per la Rifondazione ha detto...

basta,basta,basta!!
abbiamo fatto un congresso che forse non era il caso di fare, ci sono state le mozioni che forse non dovevano esserci, ogni mozione ( nessuna esclusa) ha portato acqua al proprio mulino...tutto questo è avvenuto anche grazie al consenso di tutto il partito. ora ha vinto la mozione ferrero, e ferrero segretario cari compagni e compagne ha vinto con la maggioranza poichè le altre mozioni lo hanno appoggiato, cioè hanno fatto una scelta. vendola aveva detto che in caso di perdita il partito non si sarebbe spaccato e poi ho sentito le sue dichiarazioni in tv e non parlava già più di rifondazione comunista ma rifondazione della sinistra...BASTA! è vero, caro carmine, non cè mai fine al peggio, ormai neanche più gli esiti dei congressi ci sembrano democratici, soprattutto quando si perde.
Invece di continuare a criticare il nulla perchè non ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo a far capire alla gente che cosa succederà tra poco con l'approvazione della manovra finanziaria?
Anna Gioia
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